10:54 Tormod
- [>>Castra] (mentre cavalca ad andatura sostenuta in direzione del Castra, il norreno inspira a fondo, raccogliendo quanta più aria possibile nei polmoni e, subito dopo, comincia ad urlare con tutto il fiato che ha in corpo) CLAUDIUS!!!!! (tuona, continuando a cavalcare, rallentando solo nel momento in cui il Castra risulta essere in vista) SONO QUI PER TE, ESCI FUORI!!! (urla nuovamente, scorgendo un gruppo di persone all'esterno del Castra ma senza riuscire a distinguerne le forme e le fattezze, ancora. Tuttavia non si ferma, continua ad avanzare, scendendo dal cavallo solo quando si trova ad una ventina di metri dal proprio obiettivo, prendendo lo scudo che era assicurato al fianco del cavallo e cominciando ad avanzare a piedi, senza però impugnare le armi ancora) NON ME NE ANDRO' DI QUI FINO A CHE NON TI SARAI FATTO VIVO, MI HAI SENTITO? (urla per l'ennesima volta, avanzando a passo di carica)
10:58 Claudius
- <Perplesso dai modi del Guerriero, di cui riconosce la voce, fa qualche passo in avanti, allargando le braccia, non appena l'uomo sarà giunto abbastanza vicino da potergli parlare a un tono di voce normale>Eccomi, sono qui, sei stato fortunato a trovarmi qui fuori<Dice giovialmente<Ti vedo in assetto da guerra come i nobili eroi, sei venuto a chiederci aiuto per qualche impresa?>
11:07 Tormod
- [Pressi Porte Castra] Avrei continuato ad urlare fino a che non ti fossi reso conto che l'unico modo che avevi per farmi smettere era uscire fuori e tagliarmi la gola, Romano (ringhia, fermandosi quando lo vede avanzare, senza però mettere mano alle armi, non ancora. Il respiro è lento e regolare, più simile ad un rantolo animale che al respiro di un comune essere umano) Ho scoperto molte cose, di recente (comincia a dire, osservandolo con uno sguardo carico di rabbia, stato d'animo che trapela anche dalla sua voce) sei andato in Demetia a proporre un'alleanza con le tribù di Ceanna (mentre parla, pare muoversi come una belva, come un leone in gabbia quasi) hai posto a Turf e Babrielle, la Mercante di Moridunum, i termini dell'accordo...e la cosa poteva anche andare bene (lo sguardo, ora si va a puntare in quello del Proconsole. Uno sguardo cupo, rabbioso, annebbiato dalla collera profonda) se non fosse per il fatto che hai minacciato di mandarci contro migliaia di legionari se non fossimo stati alle tue condizioni. Ti sei rivolto a Turf ed a Babrielle con l'arroganza che solo chi ha il potere può arrivare a possedere...hai minacciato la Demetia, la Cantia ed anche la Brigantia, di venir attaccate dai soldati di Roma. Ascoltami bene, Claudius...la Brigantia è la terra che io servo e per la quale vivo, combatto e muoio...non ho la minima intenzione di rimanere fermo a guardare mentre uno come te minaccia ciò che ho di più caro. I miei alleati, la mia terra....le vite di mia moglie e del figlio che nascerà tra qualche luna...tu, con le tue parole, hai minacciato tutto questo (ringhia nuovamente, è evidente come faccia fatica a contenere la collera) cosa vuoi da noi, che Ceanna si inginocchi a Roma? Bene, allora lascia che ti dica una cosa (inspira nuovamente a fondo, per poi urlare) MANDA PURE I TUOI LEGIONARI, MANDA CHI VUOI, ANCHE CESARE IN PERSONA! TROVERA' ME E TUTTI I POPOLI DI CEANNA AD ASPETTARLO, IN PIEDI! NON CI INGINOCCHIEREMO MAI DAVANTI A VOI ROMANI E SE IL PREZZO DA PAGARE PER IL NOSTRO ORGOGLIO E' COMBATTERE CONTRO ROMA LO FAREMO! MAI CI SOTTOMETTEREMO A VOI, METTITELO BENE IN TESTA! (lo fulmina nuovamente con lo sguardo, continuando poi) sei andato troppo oltre, Claudius...la tua arroganza ha portato a questo ed io ora sono qui per te!
11:22 Claudius
- <Aggrotta le sopracciglia al dire di Tormod, attento a quello che dice quando parla dell'incidente diplomatico in Demetia>Ora capisco.<Dice seriamente. Non ha fatto mostra di mettere mano alle armi, anzi intreccia queste dietro la schiena>La Brigantia<comincia, dopo un breve sospiro>come Cantia e Demetia tra l'altro, si distinguono dai Pitti e dagli Scoti per la capacità di usare il raziocinio<distoglie lo sguardo, duro verso il porto>ed è su questa grande qualità che cercherò di spiegarti come sono andate le cose.<Lo guarda per un momento>Se vuoi scendere da cavallo, prima ascoltami, se le tue parole ti convinceranno, sarai il benventuo a predere riposo nel mio castra, altrimenti avremo tutto il tempo per sgozzarci vicendevolmente.<Fa qualche passo indietro, come a lasciar spazio al Brigante di agire>Turf ha capito meglio di quanto abbia fatto Babrielle le mie parole, e credo non sia un caso se uno è righ di una Tribù e l'altra si occupa dell'arte di mercanteggiare, non credi?<Lo sguardo resta duro, mentre torna a fissare Tormod>Quello che ho detto in quell'infausta serata è stato molto semplice, e semplicemente vero: Roma vuole conquistare queste terre, in un modo o nell'altro. Io, come Celsus prima di me, ci stiamo opponendo alla conquista armata, come è avvenuta in altri parti del mondo, perché io, come Celsus prima di me, abbiamo imparato a rispettarvi, come uomini e come guerrieri<Ora è molto più attento alle parole, memore dell'incomprensione precedente>Restano tuttavia dei nemici, in queste terre, nemici di Roma, come i Parisi, dove si nascondono quasi tutti i traditori della IX Legione, o gli Scoti, i Pitti, che mai hanno cercato nemmeno di parlare con noi.<Lo guarda, cercando comprensione>Loro sono il mio nemico, non voi. Non c'è stata mai minaccia nelle mie parole, come puoi vedere, ma una richiesta di aiuto reciproco.<Attende la replica del Brigante, prima, eventualmente di riprendere il discorso>
11:29 Tormod
- [Pressi Porte Castra] (ascolta attentamente le parole del Proconsole, incrociando le braccia al petto e rimanendo in piedi davanti a lui, visto che era già sceso dal cavallo qualche minuto addietro. Lo osserva, ne ascolta le parole, ma non sembra che la sua collera sia sul punto di attenuarsi) quella che tu proponi, Romano, non è un'alleanza. È una sottomissione, pura e semplice. Chiedi ai Celti, ed a me che sono norreno, di arrenderci e deporre le armi senza combattere, di farci conquistare da voi e di rinunciare a tutto ciò che abbiamo, quando per gente come noi la gloria più grande è quella di morire sul campo di battaglia, difendendo ciò in cui crediamo (scrocchia il collo, ringhiando violentemente) e tu credi che popoli così si inginocchierebbero sorridenti e chinando il capo quando il prezzo per tutto questo sarebbero l'orgoglio, la dignità e la rinuncia a tutto ciò che avevano prima che arrivaste voi ad invaderci? La vostra è un'invasione pura e semplice, Claudius (breve pausa) volete conquistare ciò che abbiamo? Volete le nostre terre, volete annientare ciò che siamo in favore di Roma? Bene, fatelo. Ma fatelo con le armi, perchè nessuno di noi si inginocchierà spontaneamente, cedendo ciò che ha senza combattere. Volete sottomettere i popoli di Ceanna e dell'isola dei forti? Fatelo, o almeno provateci. Ma molto sangue dovrà essere versato.
11:33 Melyor [Pressi Castra] In silenzio, attentamente, ascolta il concitato scambio di battute fra il Campione Brigante e il Proconsole. Gli occhi color smeraldo, vispi, studiano la figura dell'Aquila, un sorriso ed un cenno affermativo del capo nell'udir le parole del fratello. La veste viola, recante all'altezza del petto la spilla con l'effige della sua Terra, avvolge morbidamente il suo corpo proteggendolo dalla temperatura tutt'altro che mite, i piedi nudi a contatto con il suolo. Dietro le spalle, ben assicurata, la pesante lancia che sempre conduce con sè quando s'allontana dal proprio Dun o da uno di quelli alleati, all'anulare della mano destra l'Anello dei Re donatole dalla Dea.
11:39 Claudius
- Maledizione Tormod!<Impreca verso la sua direzione>Non vi ho chiesto alcuna sottomissione<butta fuori l'aria dal naso, violentemente>In quale parte delle mie parole hai letto una richiesta di questo tipo?<si passa una mano sugli occhi, lo scontro armato è l'ultima cosa che desidera>Al contrario, ti ho detto che il mio obbiettivo è quello che voi restiate indipendenti. Vi ho chiesto fratellanza, vi ho chiesto di fare come fossimo amici, e quando mai un fratello vuole la sottomissione di un altro?<Si accorge ora della presenza della Banrì Brigante, su cui volge lo sguardo>Tutte le nostre conversazioni, le volte che abbiamo combattuto insieme, che ne è stato fatto?<Torna su Tormod>Tu mi dicesti un tempo che c'era chi, nella vostra terra, la Britannia, parlava di me come di un uomo giusto e corretto, cosa ne è stato di quelle lodi?<Allarga le braccia>Avete ascoltato delle dicerie da chi vorrebbe che delle lotte ci dividessero, forse, o è il timore che una volta partito Celsus, che si era dimostrato leale, i suoi progetti cadano. Ma voi mi conoscete<Guarda entrambi, rapidamente>
11:51 Tormod
- [Pressi Porte Castra] Cos'è Claudius, il potere e la vecchiaia ti hanno dato alla testa? (ringhia in sua direzione quando lo sente parlare) prima dici che ci volete conquistare ma non con la forza, poi quando ti dico che se volete conquistarci dovrete combattere dici che volete farci rimanere indipendenti....ti stai contraddicendo da solo e la cosa non mi piace. Stai cercando di prendermi in giro, di abbindolarmi perchè io ceda le mie armi e rinunci a combattere con te? Mi temi, Claudius? Fai bene, i nemici vanno sempre temuti. Ma piuttosto, sai che anch'io ho paura di me stesso? Ho paura di quello che potrei fare alla tua carcassa dopo averti ammazzato...i miei dèi non permettono che si infierisca sul cadavere di uno sconfitto ed io temo ciò che potrei fare dopo averti ucciso (lo guarda negli occhi, rabbioso) quando mai abbiamo combattuto assieme, io e te? Quando? Le volte in cui ho combattuto, finora, non ti ho mai visto al mio fianco. E non mi pare di aver mai detto quelle parole, sebbene forse possa averle pensate. Ma dopo ciò che mi stai dicendo ciò che pensavo non conta più niente. Con le tue parole e le tue azioni stai mettendo a rischio ciò che amo. Ed io non posso permettere che ciò accada. Sono stato investito da Melyor della carica di Campione di Isurium per venire a combattere con te, per rappresentare tutta la Brigantia. Ora fai la tua scelta, Romano.
11:56 Melyor
- [Pressi Castra] < Qualche passo ad affiancare il Campione della Terra dei Cervi, l'attenzione completamente rivolta al Proconsul > Uhm...non ho ben compreso...< la mano destra a carezzare con fare riflessivo il mento, quindi a ravviar i lunghi e lisci capelli castano-ramati con gesto deciso > Stai forse ritrattando, Aquila? < Retorica, un sorrisetto ironico ed un lieve cenno affermativo del capo > So quanto accaduto in presenza del Vecchio Lupo e della Mercante dei Gatti e, francamente, credo tu debba imparare il rispetto...< dura nel tono, gli occhi chiari a cercare quelli del Romano > La tua carica, Claudius, non ti conferisce certo il diritto di ricattare i nemici che, come vedi, sono ora qui senza alcun timore...< un istante di pausa, la mano sinistra a carezzare distrattamente la spilla con l'effige Brigante > Stai affermando cose diverse, per l'appunto...poco fa, ed entrambi ti abbiamo udito, hai detto di volerci conquistare seppur non con la forza...ora...< facendo spallucce, quasi divertita > sostieni di voler la nostra indipendenza che, fra l'altro, non è affatto legata a te nè tantomeno alle Aquile tutte...< un'occhiata a Tormod, comprendendo la sua ira, quindi qualche passo ad avanzare ancora in direzione del Proconsole >
11:56 Melyor
- [Pressi Castra] < Qualche passo ad affiancare il Campione della Terra dei Cervi, l'attenzione completamente rivolta al Proconsul > Uhm...non ho ben compreso...< la mano destra a carezzare con fare riflessivo il mento, quindi a ravviar i lunghi e lisci capelli castano-ramati con gesto deciso > Stai forse ritrattando, Aquila? < Retorica, un sorrisetto ironico ed un lieve cenno affermativo del capo > So quanto accaduto in presenza del Vecchio Lupo e della Mercante dei Gatti e, francamente, credo tu debba imparare il rispetto...< dura nel tono, gli occhi chiari a cercare quelli del Romano > La tua carica, Claudius, non ti conferisce certo il diritto di ricattare i nemici che, come vedi, sono ora qui senza alcun timore...< un istante di pausa, la mano sinistra a carezzare distrattamente la spilla con l'effige Brigante > Stai affermando cose diverse, per l'appunto...poco fa, ed entrambi ti abbiamo udito, hai detto di volerci conquistare seppur non con la forza...ora...< facendo spallucce, quasi divertita > sostieni di voler la nostra indipendenza che, fra l'altro, non è affatto legata a te nè tantomeno alle Aquile tutte...< un'occhiata a Tormod, comprendendo la sua ira, quindi qualche passo ad avanzare ancora in direzione del Proconsole >
12:00 Claudius Chiude le palpebre.
12:07 Claudius Riapre le palpebre, ascoltando il discorso sia del guerriero che della donna. <Non ho fatto alcun ricatto, gli Dei mi sono testimoni.> Replica freddamente <Vi ho chiesto di aiutarmi e vi ho proposto il mio aiuto, ma vi prego, spiegatemi quando dalle mie labbra sono uscite parole di ricatto, o di minaccia. Vi ho raccontato, credendo di trovare orecchie amiche, degli obbiettivi dei miei capi, di Roma, e vi ho spiegato cosa invece sia io che il mio predecessore abbiamo cercato di fare, opponendoci al volere dei nostri superiori, e lo abbiamo fatto con dedizione e gioia, conoscendo quale sia il vostro valore. I miei termini dell'amicizia, non hanno mai nemmeno preso in considerazione l'ipotesi di soggiogarvi al potere di Roma. Perché vedete un pugnale dove invece si trova una mano aperta?>
12:13 Tormod
- [Pressi Porte Castra] Stai cominciando a farmi infuriare, Claudius (ringhia nei confronti del Proconsole, fulminandolo con lo sguardo) le tue sono parole dettate dalla paura, come anche i propositi di cui mi stai parlando.a sentire te non volere combattere e forse posso crederci, ma sono sicuro che non è per una questione di alleanza o amicizia. Lo fate perchè temete le nostre lame, avete paura che se combattete nessuno di voi tornerà a casa e le vostre teste finiranno appese alle palizzate dei nostri villaggi. Così come tu, adesso, ti stai agitando come un topolino finito preda del gatto, che lotta con tutte le sue forze per cercare di sopravvivere. Allo stesso modo tu stai riempiendo me e Melyor di tante belle parole per evitare di combattere con me (sputa a terra, quindi sposta lo sguardo tra Melyor e Claudius) questa è paura, Claudius, paura di ciò che potrebbe succedere se ora combattessimo (di nuovo sposta lo sguardo tra i due, quindi ultima) fate ciò che volete ma il sangue chiama ed io non posso ignorarlo. Ho fatto delle promesse e non posso rimangiarmele. Gli dèi e le persone a cui le ho fatte mi vedrebbero come uno spergiuro (scrocchia il collo) e oltretutto non sopporto chi si rimangia le proprie parole per evitare uno scontro
12:18 Melyor
- [Pressi Castra] Quindi, Claudius, devo dedurne che il Righ di Cantia e la Mercante di Moridunum mi abbiano mentito? E' questo che stai velatamente dicendo? < Retorica, naturalmente, scuotendo più volte energicamente il capo a lasciar che i lunghi capelli accompagnino obbedientemente quel suo gesto > C'era un accordo commerciale, Proconsole...com'è che voi dite? 'Do ut Des', 'Ti dò affinchè tu mi dia'...< deglutendo, la fredda brezza a strapparle un profondo brivido > Se è come dici, Aquila...perchè rivolgerti in quel modo ai miei alleati? < Ferma nel tono, uno sguardo al Campione d'Isurium per poi tornar sul Romano > Il rispetto, anzitutto...lo stesso che molti di noi nutrono per valorosi e leali nemici...non amicizia, sia chiaro...semplicemente rispetto...< un attimo di pausa, per poi continuare > Che questo possa insegnartelo il mio dire o la lama del mio Campione, poco importa...ma, certo, non posso tollerare quanto accaduto...< un cenno affermativo in direzione di Tormod, qualche passo ad indietreggiare lasciando che i due si scontrino alla pari >
12:19 Silla Si porta con rapidità verso le porte del Castra, intenzionato a parlare con il Proconsole. Avvisato dalle Auxilia che Claudius dovrebbe trovarsi nei pressi delle porte del Castra all'esterno, si affretta a raggiungerlo. Finalmente oggi la temperatura non è completamente Gelida, ma bensì fresca, permettendo al Legionario di procedere senza mantello essendo coperto semplicemente dalla sua veste dai colori palesemente della X Legione Equestris. La spatha ovviamente pende sulle sue spalle e a proteggere il busto vi è la pesante Lorica Segmentata. <Forza, aprite!>esclama un ordine verso le Auxilia di guardia. Attende che il portone si apra, passandoci all'interno ed attendendo che poi le porte si chiudano alle sue spalle.
12:29 Claudius
- <Lo sguardo si incupisce, la mascella si serra.>Molto bene<dice solamente. Lancia uno sguardo indietro, osservando le porte del castra aprirsi>Vi credevo uomini d'onore, mi sbagliavo. Siete venuti qui, sulla mia piana, a rompere un patto che con fatica era stato raggiunto.<Sentenzia. Guarda Tormod>Mi batterò con te, Campione, ma non ora, e forse per mano dei miei soldati.<Aggrotta le sopracciglia>Diciamo che vi reputo ancora persone di valore, e vi permetto di restare nella piana, sorvegliati a distanza dalle mie sentinelle, fino a stasera, dove avrà luogo il duello. Avete una posta da mettere?
12:34 Tormod
- [Pressi Porte Castra] Ipiccati, Romano (sputa a terra guardando in volto Claudius, quando ne sente le parole) io non ho più intenzione di stare ad ascoltare i tuoi vaneggiamenti. E sia, aspetterò fino a stasera (principia, quando ne sente la proposta) farai bene a presentarti. Io sarò qui ad aspettarti, pronto a staccarti la testa dal collo (si siede quindi a terra, a gambe incrociate, dopo aver estratto la spada ed averla piantata al suolo, di fronte a sé) la posta la lascio stabilire alla mia Banrì. Io sono qui per combattere a nome suo e di Isurium. Non è per il mio onore che combatto ma per quello dei miei dèi, della mia terra, e del mio popolo. Che sia l'unica persona donna mortale alla quale riconosco l'autorità di darmi ordini a decidere la posta per il nostro duello, visto che la mia spada ti ucciderà in nome suo (ultima, guardandolo in volto)
12:40 Melyor
- [Pressi Castra] Spero di non aver udito bene, Proconsole...noi...stiamo rompendo un patto che con fatica era stato raggiunto? < Sgranando gli occhi, i palmi delle mani a battere sonoramente contro le cosce > Ora, davvero, le ho sentite tutte...< sbuffando sonoramente, lo sguardo a scrutar la vastità del Campo per poi tornar sull'Aquila > Mi sembra, Claudius, che sia stato TU ad usare toni non consoni...che sia stato TU a ricattare Ceanna...che sia stato TU a minacciare Lupi, Gatti e Cervi di mandarci i tuoi uomini qualora non ci fossimo piegati...o sbaglio? < Alzando appena il tono di voce, a dare incisività a quanto appena detto > Ascoltami...< una breve pausa, per poi continuare > Non so se tu sappia di quanto il tuo predecessore si sia adoperato per giungere ad un accordo...è certo, però, che non si sia posto come tu hai fatto...tutelare i commerci, Proconsole, era l'obbiettivo comune...sei stato tu e la tua arroganza ad aver gettato tutto al vento...< gli occhi chiari a spostarsi sul Campione Brigante, quindi nuovamente sull'Aquila > Impara il rispetto, Caludius...tanto dei nemici leali e valorosi quanto di coloro che, fino a poc'anzi, hanno cercato un compromesso...< stizzita, uno sguardo in direzione delle porte del Castra > Stasera, Romano, imparerai il rispetto...qualora comprendessi il tuo errore e volessi poi provar a porre rimedio, prova a porti con modestia...< ultimando, lo sguardo deciso a rimaner sul suo volto >
12:45 Silla
- [Pressi Porte del Castra] Una volta fuori dall'interno del villaggio si guarda qua e la per andare ad individuare il Proconsul, il quale dovrebbe essere intento a dialogare con qualcuno, di cui non conosce ancora l'identità. In effetti non sa che si tratti esattamente di Tormod e Melyor. Dopo qualche occhiata qua e là finalmente si avvede di un gruppetto di persone intente a dialogare, non molto distanti dal loco in cui si trova in questo momento il Legionario. <Sembrerebbe essere un incontro Pacifico!>esclama l'uomo, rilassando i muscoli che in precedenza aveva contratto, pronto magari a scattare in avanti per andare a supporto del proconsole in caso di necessità. Detto ciò muove un passo alla volta, dirigendosi verso i tre presenti, che man mano che si avvicina, riconosce. <AVE VOBIS!>saluta non appena giunto a qualche metro, sorridendo. In realtà non sa ancora di cosa stiano parlando. Infine senza ancora aggiungere altro si avvicina verso il Proconsole, lanciando ogni tanto qualche occhiata fra Il Campione e la Righ Brigante. <Qual buon vento vi porta qui?!> Detto ciò ode l'ultima frase minacciosa del Campione e porta la mano sull'elsa della Spatha. <Ma che?! Ti sei rimbambito per caso?! Attento a come parli al proconsole. Altrimenti un moscerino come te lo faccio ritornare senza vita nella terra dei Cervi!>sbotta irritato, passando in un attimo dall'essere cordiale all'essere aggressivo. Si volta quindi verso il Proconsole<Claudius, ma cosa è successo?! Devo parlarti...di quella Mansione che mi hai affidato, in Privato.> Detto ciò si frappone fra il Proconsole e i due briganti. <Non sono al meglio delle condizioni fisiche, visto che due Lune fa ho dovuto aiutare una Mercante Demeta, uccidendo un Cornovo. Ma se siete impazziti d'un tratto e volete prendervela con il Proconsole, dovrete vedervela prima con me! Sappiatelo!> Allunga quindi un braccio verso sinistra, come a voler proteggere Claudius. Ascolta quindi il dire del capo dei Briganti e sgrana gli occhi<Non credo che lui abbia mancato di rispetto con nessuno. Forse anzi, a differenza vostra, visto che siamo più colti...si sarà espresso con termini troppo eleganti e difficili di comprensione da parte di Celti bacati come voi!>Sbotta irritato, concludendo infine<Non permetterti di dire a lui di imparare il rispetto, Donnaccia che non sei altro!>irritato la scruta dal capo ai piedi <Secondo la vostra acuta intelligenza noi vorremmo interrompere i commerci con tutti i nostri punti di riferimento, rimanendo senza risorse? Secondo voi è logico? usate il cervello ogni tanto...>Scuote il capo disperato<Poveri e stolti barbari. meno male che quand'ero ragazzo avevo qualcosa nel cervello ed ho capito qual'è la strada migliore!>
12:52 Tormod Taci, Silla (lo fulmina con lo sguardo, senza muoversi dalla propria posizione) tu non sai un accidente di quello che sta succedendo, quindi chiudi la bocca prima che ci entri un moscerino e ti faccia morire soffocato. Io sono qui per combattere contro Claudius, questa.....donnaccia che non è altro....mi ha investito di tale autorità (guarda Melyor poi Silla) ti stai mettendo nei guai da solo, traditore di Isurium, tu che fosti un guerriero Brigante....mi fai schifo (sputa a nuovamente a terra, alternando lo sguardo tra Silla e Melyor) lascerò che sia la mia Banrì a prendersi cura di te come meglio crede. È lei ad essere stata offesa e suo è il dovere di porre rimedio all'offesa. Io mi limiterò a guardare. Quanto a te (ringhia quindi verso Claudius) farai bene a presentarti, questa sera, altrimenti comincio a dare fuoco al vostro Castra. Chissà che sapore ha l'aquila arrosto (ultima, per poi rimanere a guardare lo svolgersi degli eventi, in silenzio)
12:55 Claudius La faccia in una smorfia sprezzante <Non saranno certo le vostre lame a mettere in ginocchio la mia Legione> Dice secco, prima che intervenga il Legionario <Silla> lo richiama <Appronta ai nostri ospiti>mettendo tutto il disgusto in questa parola <un campo, il minimo indispensabile, sono certo che sapranno adattarsi> Si volta verso il campo guardando gelido entrambi i Briganti<E fa che sia ben sorvegliato, non si sa mai cosa possa passare nella testa di questi sporchi traditori> Fa due passi in avanti, verso la Banrì <hai fatto un grosso errore, donna.> Detto questo, si volta, e con un cenno del capo rivolta a Silla <Quando avrai finito, nel mio studio.> va rapidamente al Castra, per istruire i suoi uomini.
13:02 Melyor [Pressi Castra->Verso Laguna] < In silenzio, senza batter ciglio, ascolta attentamente il dire del Legionario, gli occhi color smeraldo a fermarsi gelidi sul suo volto > Sentilo, sentilo, sentilo...< un sorriso ironico, un profondo sospiro a sollevarle ed abbassarle il petto vistosamente > Si dà il caso, Aquila, che io non stessi certo conversando con te...< fredda, distaccata, schiarendo la voce per poi riprendere > Donnaccia, Barbari...< un sogghignare divertito, l'attenzione a tornar sul Proconsole > E' così che educhi i tuoi uomini a portar avanti un accordo commerciale, Claudius? Per tutti i Luminosi, la situazione dev'esserti sfuggita di mano...< scrollando le spalle, l'attenzione a spostarsi su Tormod per poi tornar su Silla > Bada a come parli...la mia pazienza ha un limite e, purtroppo, tu l'hai duramente messa alla prova facendomela perdere...< sibilando minacciosa, scoppiando in una sonora risata al dire del Proconsole > Sei stato TU a commettere un grandissimo errore, a chara...< lasciando volutamente la frase in sospeso, la mano destra a stringer lesta l'impugnatura dell'arma > Ti attendo in Laguna, Silla...questa donnaccia, come tu stesso mi hai chiamato, lascerà che la tua testa rotoli al suolo...< sprezzzante, per poi rivolgersi al Campione d'Isurium > Non mi tratterrò qui un istante di più, Tormod...mi dirigo in Laguna, li attenderò chi tanto ha azzardato. < Una promessa, voltando le spalle ai tre, dirigendosi quindi verso la meta prestabilita >
13:08 Silla <Non ho parole...meritano solo una bella lezione!>esclama, in direzione del Proconsul. Un ultima occhiata verso i due che si stanno allontanando< Bla, bla, bla... Taci Lupa...>sbotta verso la donna, quindi verso il Campione<E tu quando perirai per mano del mio Proconsole, stanne certo che adornerai un bel Falò nel campo addestramenti. Come usate fare voi ed in memoria del mio passato sprezzante ad isurium, ridurrò in Cenere il tuo corpo!>detto ciò, si volta e si dirige da dove è giunto, verso le porte del Castra della legione. <Claudius, fra un po ti raggiungo nel tuo studio, d'accordo! Devo anche farti rapporto di quella cosa...>
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